– non mi piacciono quelli che vabbeh passerà, è un momento così, non mi riguarda, tanto gli italiani, tanto le pecore, tanto un corno anche tu snob praticante devoto dell’ignavia, hai voltato la testa dall’altra parte e lo schiaffo è arrivato a me;

– condanno senza appello quelli che non mi sento italiano ma votano, scrivono opinioni, consultano filosofi, bofonchiano mezze frasi di possibilismo han studiato e mangiato nichilismo a colazione e poi, mi molestano con il loro l’avevo detto, ma cos’hai fatto oltre il dire? Niente;

– mi vedo un po’ come quella donna che proteggeva i suoi libri in Fahrenheit 451 e proteggo il mio spirito critico, i miei pensieri e conservo la ragione prima che ceda il passo alla rabbia, ma se è la guerra che vuoi, preparati perché anche nel buco di culo più nascosto del mondo ti andassi a trincerare, e nel disgraziato caso nel quale tu perché siamo in guerra su due fronti diversi mi sparassi, sappilo, io ti troverò;

– quelli che perdono e hanno un coltello dentro alla testa mentre pensano, che mamma, se ti fosse capitato d’ammalarti adesso avresti avuto il tormento certo dell’agonia e la sola speranza di capitare nelle mani di un reparto misericordioso nel dosare la morfina e lasciarti scivolare nel silenzio, con la tua dignità intatta.

daniela losini

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