Da qui al tre marzo, giorno di uscita dell’antologia, vi daremo un assaggio di ogni racconto.  Si comincia con il racconto di Carmen Covito.

L’ERBA DEL VICINO

Deve essere stato perché distrattamente ho aperto la porta con il coltello in mano. È un ottimo coltello giapponese da cucina, così affilato che quando lo adopero per tagliare la verdura devo stare molto attenta a dove metto le dita, altrimenti… Vabbè. Stavo dicendo che quel lungo acciaio scintillante sembrò ipnotizzare la tizia che aveva bussato, tutta impettita e rigida sul pianerottolo.

“Che c’è?” le sbuffai in faccia. Avevo fretta di tornare al mio ultimo esperimento di cucina casareccia. Non che mi riescano mai un granché, come cuoca sono volonterosa e organizzata ma, insomma, però ero lì col soffritto già in padella per una cenetta davanti alla tv con un bel filmone tutto da piangere e non mi interessava proprio quello che poteva volere da me la tizia del secondo piano. Io sto al terzo. Cioè, ci sto da poco, avevo traslocato da nemmeno un mese quando quella donna è salita da me la prima volta.


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