Signori e signore, le prime righe del racconto di Cinzia Tani.

Cuor di coniglio

Era in ritardo.
Il suo sguardo l’avrebbe fulminata, facendo scattare in lei uno sterile senso di colpa. La riunione di redazione per lo show televisivo che Valeria conduceva il giovedì sera, in diretta dal Teatro delle Vittorie, era cominciata da mezz’ora. Ma lei aveva una mente disordinata, le informazioni venivano incamerate alla rinfusa, senza un criterio logico, e richiamarle al momento giusto non era facile.

Proprio per non soccombere al caos mentale, aveva trovato rimedi diversi. Tre sveglie per non riaddormentarsi la mattina, un’infinità di agende, memorandum, foglietti adesivi sparsi per la casa.
Quel pomeriggio di dicembre si era ricordata della riunione mentre si trovava dalla sarta a scegliere i vestiti per la trasmissione e aveva interrotto la prova a metà. Qualcosa nella sua strategia della memoria non aveva funzionato.


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