Vi presentiamo le prime righe del racconto di Adele Marini.

La testa altrove

Della signorina Carla tutto si poteva dire tranne che non fosse elegante. Di un’eleganza senza slanci, convenzionale e un po’ fuori moda, genere foulard di Hermès e capelli tenuti in piega con la lacca, ma solida, rassicurante, discreta. Anzi, più che discreta, invisibile. Carla Davanzati era il tipo di donna che non si sarebbe messa un paio di jeans neanche per fare naufragio su un’isola deserta. Portava solo scarpe col tacco e le sue borse avevano tutte il manico corto e rigido. Niente tracolle flosce da postino.
Solo borsettine da passeggio, adatte a una donna che non deve correre a prendere il tram con tutte e due le mani libere.  Anche la signorina Carla prendeva il tram, ma con molta calma e solo per andare a fare compere nelle ore centrali della giornata, quando i posti a sedere si possono anche scegliere.
Inutile dire che non avrebbe mai accettato un passaggio in auto da chicchessia. Piuttosto il taxi, e pazienza se a Milano una corsa media costa più di un volo in una capitale europea. Per lei i soldi non erano un problema. Alla signorina mancavano la simpatia, la bellezza, l’amore, il senso dell’opportunità, la disinvoltura, qualche volta perfino la salute. Ma i soldi no. Ne aveva così tanti da perderci la testa.

Annunci