Anche oggi la vostra dose quotidiana di anticipazioni, le prime battute del racconto di Elisabetta Bucciarelli.

Primo pelo

La professionista di lap dance si muove tenendo sempre la sinistra. È fin troppo raffinata per quel ruolo, una gonna invisibile e una maglietta scollata con le maniche scampanate. La chioma folta, tinta rosso cupo, fino alle spalle. I seni tondi, che si muovono poco, sodi quindi, come le cosce, lisce anche.
Le scarpe viola, tenute chiuse da un cinturino alla caviglia sottile, hanno la zeppa, più zeppa da una parte che dall’altra.
Questo perché la ballerina è zoppa. Dal lato destro. Ma anche cieca, dall’occhio sinistro. Le due menomazioni non sono affatto evidenti. Anzi.

Le movenze, gli strusciamenti, i contorcimenti sono in tutto efficaci e molti uomini le stanno intorno, molte mani cercano la presa. Molte voci la richiedono per un bis, per la lap. Lei si concede, ma alla fine è stanca. Abbandona, talvolta con sollievo, la passerella di vellutino blu e appena uscita di scena slaccia le scarpe, le toglie e inizia con liberazione a zoppicare. Poi, in camerino, si attacca alla bottiglia di Pepsi Cola, dolce come i sorrisi che dispensa a chi si affaccia alla porta.

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