missfatti dice la sua


La nostra Nicoletta Vallorani intervistata da Elisabetta Bucciarelli:

Cliccate qui sotto:

libri

Dal 3 marzo, giornata di uscita dell’antologia, abbiamo fatto moltissimo, incontrato molti di voi e percorso chilometri su e giù per l’Italia (e non solo siamo arrivate fino in Irlanda).

Abbiamo stretto mani, allacciato legami e abbiamo potuto ringraziarvi anche di persona (e non smetteremo mai di farlo) per l’entusiasmo e la benevolenza con i quali questo lavoro – fortemente voluto da Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani e benedetto da Sperling – ha ottenuto.

Potete spulciare tutte le foto, i nostri testimonial e qui le recensioni e le segnalazioni.

Lo spazio virtuale di Missfatti rimane aperto:  così tanta esperienza e conoscenza non devono andare disperse.

Segnaleremo iniziative legate alle nuove avventure editoriali delle autrici dell’antologia ma anche iniziative letterarie e affini che vorrete segnalarci.

Rimanete sintonizzati!

L’intervista a Daniela Losini

qui

e il pezzo sul cartaceo a cura di Nicoletta Vallorani

qui

Anche noi  abbiamo la nostra Testimonial:

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Notate l’evidente attenzione rivolta al libro.

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Qui, invece si immerge nella lettura.

ps ciao mamma  hands3 !

Gentile Presidente del Milan e del Consiglio,

perdoni se mi permetto, ma credo che a forza di occuparsi di televisione lei possa aver perso contatto col reale. Neanche Bugs Bunny si sarebbe spinto fino a ipotizzare che Eluana Englaro dev’essere tenuta in vita perché potrebbe generare un figlio. Mi chiedo: lei forse sa sulla vita e su quello che la renda tale qualcosa che noi tutti ignoriamo? Lei ha competenze scientifiche, filosofiche, teologiche ed etiche che a noi mortali sfuggono? Ugualmente, se posso, le consiglierei di provare a passare una settimana, una sola, con quel che resta di Eluana Englaro. L’esperienza potrebbe esserle utile a perfezionare la sconfinata cognizione della vita  che le permette di sapere quel che è giusto sopra ogni legge. Non c’è niente come provar le cose, per capirle.

Io, grazie a Dio, non so cosa significhi avere una figlia in stato vegetativo, e non auguro a nessuno di voi che difendete la vita di provarlo. E non sono intelligente e sensibile come lei, che sa quel che è meglio per Eluana e ci scrive su una legge. Io sono una persona normale e trovo che la famiglia sia sacra, e che nessuna legge debba entrare nel merito di quel che un padre sente sia giusto, peraltro sapendo per certo quel che vorrebbe sua figlia. Dunque non mi permetto. Taccio. Ho uno sconfinato rispetto per chi riesce a vivere questa vicenda con la dignità di Beppino Englaro. Dignità: Beppino Englaro ne ha a bizzeffe, a dispetto di quel che sta accadendo. E’ talmente tanta che la si potrebbe quotare in borsa, capisce? Come mai non le è ancora venuta questa idea?

Inoltre, ho un consiglio per lei: se proprio ci tiene a difendere il diritto alla vita, penso che dovrebbe destinare metà del suo stipendio mensile ed eventualmente di quello dei suoi compari a famiglie che, magari per questioni analoghe a quella di Eluana, saprebbero farne buon uso per difendere appunto la loro vita e quella dei loro cari. Non trova che sia una buona idea? E, guardi, posso garantirle che non richiede neanche una modifica della costituzione.

Un’ultima cosa: visto come va il mondo e per non rischiare di finire anch’io in un cartone animato, dichiaro nel pieno possesso delle mie volontà e nel giorno del mio cinquantesimo compleanno che, se mai dovesse succedermi qualcosa di anche vagamente simile alle condizioni in cui si trova Eluana Englaro e se non fossi in grado di autorizzare da sola l’interruzione delle cure, voglio che i medici le interrompano e mi consegnino alla pace che chiunque merita. Senza che la legge si intrometta. Non voglio finire ostaggio di un cartone animato. Ho la mia dignità. Lei cos’ha?

Saluti vivissimi (sebbene forse questo non sia l’aggettivo più adeguato),

nicoletta vallorani

– non mi piacciono quelli che vabbeh passerà, è un momento così, non mi riguarda, tanto gli italiani, tanto le pecore, tanto un corno anche tu snob praticante devoto dell’ignavia, hai voltato la testa dall’altra parte e lo schiaffo è arrivato a me;

– condanno senza appello quelli che non mi sento italiano ma votano, scrivono opinioni, consultano filosofi, bofonchiano mezze frasi di possibilismo han studiato e mangiato nichilismo a colazione e poi, mi molestano con il loro l’avevo detto, ma cos’hai fatto oltre il dire? Niente;

– mi vedo un po’ come quella donna che proteggeva i suoi libri in Fahrenheit 451 e proteggo il mio spirito critico, i miei pensieri e conservo la ragione prima che ceda il passo alla rabbia, ma se è la guerra che vuoi, preparati perché anche nel buco di culo più nascosto del mondo ti andassi a trincerare, e nel disgraziato caso nel quale tu perché siamo in guerra su due fronti diversi mi sparassi, sappilo, io ti troverò;

– quelli che perdono e hanno un coltello dentro alla testa mentre pensano, che mamma, se ti fosse capitato d’ammalarti adesso avresti avuto il tormento certo dell’agonia e la sola speranza di capitare nelle mani di un reparto misericordioso nel dosare la morfina e lasciarti scivolare nel silenzio, con la tua dignità intatta.

daniela losini